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Mulino di Fulle

Mulino di Fulle, località di Sori, 1875 


 

E’ l’ultimo a monte di una serie di quattro edifici a sinistra della scalinata che da Fulle porta a Sussisa. All’esterno vi è la ruota in ferro assemblata come la tecnologia dell'epoca permetteva, ovvero senza alcuna saldatura ma soli tramite bulloni di ferro ("ci sono voluti due sacchi di bulloni", ricorda Mario Olcese, proprietario del mulino) recuperata, grazie all'aiuto di tutti gli abitanti della valle, da un altro mulino andato distrutto.
All’interno, al piano terra, vi è il frantoio, datato al 1895 e ancora uitlizzato dagli abitanti della zona per frangere l'olio d'oliva, al piano superiore la macina per il grano del 1875 e quella per la farina di castagne, unica macina elettrica, al secondo piano l’abitazione del proprietario.

Inserito nel sistema complesso di mulini che servivano la valle di Sori, era uno dei trenta circa ancora esistenti sino al dopoguerra, in particolare nelle località di Levà, Fulle e Lago. Oggi questo è l’ultimo mulino ad acqua perfettamente funzionante e conservato grazie alla dedizione e alla passione per le tradizioni tramandate da ben tre generazioni del proprietario, Mario Olcese. 

Da anni gli alunni delle scuole di Sori vanno a visitare il mulino accompagnati dalle insegnanti. 

Il mulino di fulle è stato inserito dalla Sovrintenenza delle Belle Arti nella programmazione delle Giornate Europee del Patrimonio 2015, aperto e visitiabile dagli utenti.
 (Qui il programma e la mappa per arrivare a Fulle)